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La Francia dichiara guerra all’happy hour

Abbiamo già avuto modo di evidenziare come la Francia sia particolarmente attenta alla sicurezza stradale tanto da prendere iniziative originali e, a volte, addirittura estreme.
Recentemente il Governo francese ha addirittura preso misure dure contro l’happy hour, quel momento conviviale tra le 18 e le 21 in cui i locali servono cibo e bevande a metà prezzo o nella formula “all-you-can-eat”, per dirla all’inglese.
Negli ultimi tempi la moda dell’happy hour ha contagiato anche i cugini d’oltralpe che, come avviene da noi, si ritrovano festanti per l’aperitivo nei locali di tutto il Paese: oltre a pizzette e stuzzichini, non si contano i cocktail e gli “shot” che, complice il prezzo conveniente, vengono bevuti in gran quantità anche dai giovanissimi. I quali, dopo aver brindato a stomaco quasi vuoto, sono spesso causa di tragici incidenti stradali per le condizioni in cui si mettono al volante.
Proprio per questo il Primo Ministro francese Fillon e la Commissione interministeriale di lotta contro la droga e la tossicomania (Mildt) hanno dichiarato guerra all’happy hour, predisponendo provvedimenti rigidi nei confronti dei gestori di bar e locali.
In particolare, sarà fatto loro divieto di vendere bevande alcoliche a prezzo favorevole, per evitare che l’economicità dei drink ne induca all’abuso. Com’era prevedibile il sindacato che riunisce i gestori di discoteche e di luoghi di svago si è già schierato contro la norma che, a dire dei suoi rappresentanti, oltre a essere inutile sul piano della prevenzione degli incidenti causerebbe un forte danno economico ai proprietari dei locali.
Polemiche a parte, le statistiche sono chiare, e parlano dell’alcool come la prima causa di morte sulle strade francesi. Aumentano le percentuali di ragazzi e ragazze che ammettono di essersi ubriacati almeno tre volte nel corso dell’anno, e quasi il 10% ammette di essersi ubriacato almeno dieci volte in un anno.
E’ giusto coinvolgere i gestori di discoteche, bar e locali nella lotta alle vittime della strada? Oppure è l’educazione degli automobilisti a una guida responsabile a dover essere il primo passo?
Postato in Generale il 18 Giugno, 2008 | Commenti (10) »

