Blog

DRIVSCO: un sistema per prevedere incidenti

Un team internazionale di ricercatori ha messo a punto DRIVSCO, un sistema di sicurezza anti-collisione per le auto del futuro. Questo sistema è in grado di prevedere gli incidenti tenendo sotto controllo eventuali ostacoli in strada e comportamenti “non corretti” dei guidatori.
Leggo la notizia sul sito www.yourlifeupdated.com in cui, oltre che spiegare cos’è il sistema, si procede nel dettaglio con un esempio che aiuta a comprendere il sofisticato meccanismo:
“Se ad esempio state guidando su un percorso con molte curve, mentre cercate di scrivere un SMS e dietro un tornante c’è un’auto in panne, allora il sistema si attiverà in tempo per avvertirvi di riportare la vostra attenzione sulla strada. Come? Con allarmi sonori potenti. DRIVSCO è un sistema che impara i comportamenti tipo dei guidatori, sarà in grado di studiarvi a fondo, e, in questo modo, potrà accorgersi quando metterete in atto un comportamento fuori dal normale” .
Al di là, della ormai annosa questione sull’avvento dell’estrema tecnologia nella vita quotidiana, mi chiedo come sia possibile “perdere tempo” per studiare potentissimi meccanismi di software sofisticati che “governano” i comportamenti sbagliati dell’uomo, quando forse si potrebbe risolvere il problema facendo nascere una cultura profonda, con il tempo e la costanza, della sicurezza stradale. E poi, con assoluta tranquillità si ammette “mentre state scrivendo un sms, l’auto vi avvisa di ciò che succede davanti”…ma gli ideatori di DRIVSCO sono al corrente che scrivere sms alla guida può aumentare di 7 volte il rischio di fare incidenti???? E voi conoscete il DRIVSCO o le cause di incidentalità per la guida distratta?…Riflettiamo…..

Informazioni aggiuntive:

Postato da fass il 3 Novembre, 2009 alle 16:10 in Generale |

Azioni disponibili:

Invia ad un amico:
x

Commenti (3) per “DRIVSCO: un sistema per prevedere incidenti”

Da tecnico (che s’intende di elettronica, informatica, meccanica, …) considero simili aggeggi più pericolosi che utili.

Prima di tutto possono apparire alla gran massa come una sorta di “pilota automatico”, che si sostituisce al conducente, fornendo quindi una falsa (falsissima!) sensazione di sicurezza. Vedi persone che non allacciano la cintura “tanto ho l’airbag”

Immediatamente dopo c’è che la tecnoclogia è (può essere) un aiuto, ma non è infallibile.

L’errore umano è parte integrante della nostra esistenza … ma cerchiamo di evitare errori sistematici come:
1) rilasciare e confermare patenti a persone che non hanno i requisiti fisici e/o culturali (cioè non saper guidare e, ancor più, non capire come si deve guidare);
2) avere persone nelle varie forze dell’ordine con caratteristiche come in 1) e/o non addestrate/motivate a fermare conducenti che sbagliano e saper spiegar loro l’errore anche se piccolo, non necessariamente sanzionando.

1. Postato da Antonello "Cacciavite" | il 25 Novembre, 2009 alle ore 16:08

Piuttosto che lambiccarsi il cervello con nuove e stravaganti invenzioni tecnologiche, peraltro sicuramente onerose in termini economici, sarebbe sicuramente più utile “educare” meglio gli automobilisti ad un maggiore rispetto delle regole di sicurezza stradale e, soprattutto del buon vivere comune.

2. Postato da Angelo | il 4 Novembre, 2009 alle ore 16:38

Concordo sulla questione del:
Perchè ingegnarsi a creare meccanismi tecnologici sempre più sofisticati che allertino il conducente disattento anzichè educare, sin da piccoli, ad una attenta e prudente guida? Forse saranno pure utili tutti quei dissuasori che troviamo sparsi sulle strade italiane ma, a mio avviso, serviranno a ben poco a frenare le “stragi del sabato sera”. Può anche essere utopia “la guida sicura” ma bisogna sforzarsi a farla penetrare con metodi educativi e non tecnologici. Tra l’altro l’esempio fornito parla chiaro: l’invio di sms quando si è alla guida non è forse il prodotto tecnologico di questa società?

3. Postato da Pasquale | il 4 Novembre, 2009 alle ore 10:33

Lascia un commento

I campi contrassegnati con asterisco (*) sono obbligatori.

I più letti