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Appello alla paura!!
Negli ultimi tempi, per essere più incisivi sul tema della sicurezza stradale e per far comprendere meglio quello che una guida disattenta può causare, si ricorre all’uso di immagini piuttosto “violente”, ma che di fatto rappresentano ciò che purtroppo accade nella realtà.
Si tratta, più specificamente, di ciò che gli anglosassoni chiamano “fear appeal” (“appello alla paura”), termine utilizzato proprio per indicare quei messaggi che ricorrono all’intimidazione per cambiare gli atteggiamenti ed i comportamenti di soggetti a rischio.
In particolare, il video che negli ultimi giorni ha suscitato maggiore interesse, è il video shock della polizia gallese che mostra, senza mezzi termini, i pericoli della guida col cellulare. È sicuramente un rimedio estremo: un video di quattro minuti nel quale un gruppo di tre amiche si schiantano perché la ragazza alla guida mandava un sms col suo cellulare.
Molti credono che usare il cellulare mentre si guida, (anche per telefonate brevi!), non rappresenti un rischio; invece, parlare col telefonino aumenta di un terzo la possibilità di fare incidenti. Ciò è dovuto al fatto che si distoglie la sguardo dalla strada ad intervalli di 4,6 a 6 secondi…attimi, e ripeto, solo attimi, che però possono essere fatali sia per chi è alla guida, sia per chi procede al di fuori.
Fino a che punto è necessario mostrare, in maniera esponenziale in termini di violenza, immagini cruente per rendere efficace una campagna di prevenzione?
Si sa che il comportamento umano è ed è sempre stato il più difficile da influenzare e correggere…ma anche quando l’argomento in questione è la vita stessa???
Voi cosa ne pensate??
Fateci sapere!!!
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Postato da fass il 26 Ottobre, 2009 alle 10:43 in Generale |
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xCommenti (26) per “Appello alla paura!!”
Grazie Massimo!!!!
Quello che dici è proprio quello che la Fondazione Ania sta cercando di fare: con tanto impegno e tanti sforzi abbiamo l’obiettivo di aumentare una generale consapevolezza sul tema della sicurezza, non solo tra i giovani, anche se sicuramente rimane il target su cui battere in maniera più incisiva per creare una cultura radicata!!
Noi ci proviamo…aiutateci anche voi!!!!
Grazie!!!
Questo video è sicuramente da “semaforo rosso”, ma probabilmente nelle nazioni di cultura anglosassone, come pure in Francia, il fine spesso giustifica il mezzo. L’interrogativo che mi viene da porre, però, è: possiamo veramente, oggi, in questa fase dell’evoluzione dell’umanità, con quelli che sono ormai riconosciuti come problemi delle società occidentali, riuscire a far arrivare un qualsiasi messaggio “educativo” a determinate fasce di giovani generazioni? Cioè il problema è veramente quale strumento usare, quindi video-chock o altro, o piuttosto qualcosa di più grande, come per esempio educare le persone ad avere dei VALORI (come ho letto in uno dei commenti precedenti)? Serve veramente, oggi, scrivere sui pacchetti di sigarette che il fumo uccide? Serve veramente oggi rivolgersi agli attuali adolescenti “ribelli” con messaggi che probabilmente non fanno altro che aumentare l’effetto adrenalinico che ha in loro l’”infrangere le regole”, il “correre dei rischi”, il “giocare con la paura”, o il semplice “contraddire ciò che dicono gli adulti”..? Forse il problema è più grande e molto più a monte. Provo molta gratitudine verso chi si impegna su questi fronti per dare il suo apporto a questa società, ma credo che, alla base di tutto serva una vera collettiva consapevolizzazione dell’imbarbarimento e dell’”inciviltà” in cui stiamo lentamente ma indiscutibilmente scivolando da tempo, a dispetto di quello che scambiamo per “progresso dell’umanità“.
Un saluto a tutti e complimenti!
…particamente è un cane che si morde la coda…questione annosa che caratterizza tutti i meccanismidella società italiana….
Il problema sta anche nelle grandi multinazionali che producono auto. Se si costruiscono auto sempre più grandi e veloci, che vanno fino a 250 km/ora come possono i giovani essere incentivati a rispettare gli attuali limiti di velocità raggiunti da una semplice Cinquecento?
Nel caso di un neo patentato, prevale la prudenza in una attenta guida o la voglia di mostrare come sa correre? E’ superfluo dire che la seconda è l’ipotesi che primeggia. Noia, routine, voglia di nuove e forti sensazioni dominano il buon senso e, credo, che neanche la visione di immagini così cruenti possano dominare l’impeto giovanile. Basti guardare l’effetto che ha suscitato nei giovani le frasi sui danni cagionati dal fumo riportate sui pacchetti di sagarette. Aumentano i fumatori addirittura tra gli adolescenti. Sono un appartenente alle Forze dell’Ordine e ritengo che il miglior rimedio sarebbe quello di EDUCARE e/o applicare sanzioni più severe come deterrente.
In un mondo in cui la “realtà” è in ogni dove (dal Grande Fratello alle web cam) mi sembra questa un’iniziativa assolutamente in linea con i nostri tempi. Fogar diceva che la Paura era la sua migliore amica. E se davvero la paura riuscisse a salvare la vita a qualcuno,…bene…perchè no?
Credo che se la paura serva ad evitare la morte di un solo gioane, ben venga!! Ottima iniziativa
concordo con Tatiana…il mezzo di comunicazione “brutale” non può essere rivolto a tutti…specialmente alle generazioni più giovani. Introdurre invece nelle aule apposite lezioni volte alla comprensione del messaggio può essere una valida scelta. Ovvio che andrebbe anche stimolata la partecipazione e l’attenzione con attività che si possano svolgere direttamente sul campo: corsi di guida sicura, partecipazione a testimonianze…e scusatemi se posso sembrare troppo crudo, ma una visita ad un reparto di rianimazione in ospedale, secondo me riuscirebbe a sensibilizzare molto più del video postato…
grazie
Accidenti! Le immagini sono tremende, ma credo che sia ancora peggio il ricorso a mezzi di questo genere per far capire quanto può costare una disattenzione. In fondo, non dovremmo essere proprio noi quelli preposti alla nostra salvaguardia e non altri? Ma come si fa ad educare in questo senso?
Grazie.
Per rispondere a Giorgio dico che la mia considerazione sui cartoni animati era ovviamente solo un punto di partenza. “Educare alla sicurezza” significa inserire questa tematica nei programmi formativi delle scuole, nei programmi televisivi, negli spot pubblicitari, nelle riviste, ecc. in modo che possa diventare in qualche modo una “cultura”. La tematica dovrebbe essere affrontata in tutti i suoi vari aspetti (quindi non solo parlando di sicurezza stradale ma anche di sicurezza domestica, nelle scuole, negli uffici, ecc.). Il punto di partenza dovrebbe essere quello di puntare ad una politica di “prevenzione”…..
Per carità Giorgio non scusarti!!!E’ un piacere leggere i tuoi commenti e le tue idee!!!grazie tanto dei suggerimenti, sono preziosi per noi…..
Io credo che una grossa organizzazione come Fondazione ANIA che ha una notevole forza economica alle spalle dovrebbe provare a investire su una comunicazione che passa attraverso i new media. Benissimo i cartoni animati ma anche giochini educativi per cellulari. Ricordiamoci che il cellulare è il terzo braccio dei giovani di oggi. Pensate ad esempio ad una applicazione per cellulare tipo quiz sull’educazione legata ad un concorso a premi che permetta di vincere un ciclomotore un corso di guida o altro? O magari una presenza televisiva con i vertici della Fondazione insieme ai ragazzi che hanno vinto. Ricordiamo che la seconda cosa importante per i giovani è l’immagine e quindi per loro è una aspirazione andare in TV. Sarebbe un sistema che stimolerebbe un passa parola micidiale tra i giovani facendo un piccolo sforzo di pubblicità dell’iniziativa sui social network e sulle scuole. Se l’iniziativa fa breccia si potranno veicolare tantissimi contenuti di sicurezza stradale scadenzati magari in periodi diversi dell’anno su dispositivo mobile, e fare un piccolo passo sull’educazione tramite un sistema al quale i giovani sono legati. Se Fondazione ANIA entra nei cellulari dei nostri ragazzi il potere educativo che ne può scaturire è notevole.
Scusatemi se mi sono dilungato.
Giorgio.
la diffusione del messaggio attraverso i cartoni animati, potrebbe essere di sicuro impatto su quella fascia di ragazzi che si troveranno ad affrontare le strade domani…il problema è che ci sono altrettanti giovani che i cartoni animati non li vedono più da tempo. Soprettutto la fascia adolescenziale, quella più restia all’accettazione di regole e vincoli imposti, dovrebbe essere monitorata con attenzione. Sono molte volte i preconcetti propri dei giovani in questa fascia d’età che impediscono la diffusione del messaggio o l’attuazione di misure cautelative. Quante vite si risparmierebbero se fosse pesantemente incentivato l’utilizzo dei mezzi pubblici? Perchè il servizio di trasporto pubblico o privato non mettono a disposizione pacchetti andata/ritorno a prezzi agevolati? perchè le discoteche non incentivano queste iniziative con sconti sul biglietto d’ingresso? la ragione è legata ovviamente ad un ritorno economico che non c’è…i giovani non prendono i mezzi pubblici perchè arrivare in discoteca con la macchina del papi sicuramente permette di attirare molta più attenzione…secondo me bisognerebbe provare a percorre questa strada…forse al momento l’unica veramente sicura
Quello dei cartoni animati potrebbe essere una grande idea!!!magari la Fondazione Ania potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di un progetto del genere….staremo a vedere!!!
Ho visto il video ed inizialmente sono rimasta piuttosto turbata, devo dire però che sono d’accordo con Giorgio con il fatto che l’impatto è solo immediato e non dura nel tempo. Ciò che bisogna fare in materia di sicurezza è riuscire ad “educare”, e ciò deve entrare nella nostra cultura fin da piccoli, deve etrare nelle scuole, nelle famiglie, nei programmi televisivi iniziando per attraverso cartoni animati…. Voi cosa ne pensate?
Il tema della sicurezza stradale è fondamentale, non c’è dubbio; ritengo che la scelta di un messaggio pubblicitario così “forte” rientri nello stile anglosassone (in Italia ce ne vuole prima che arrivino nei nostri schermi immagini così feroci, distrutttive, anti-vita…), inoltre ormai in ogni aspetto della comunicazione si punta alla sensazionalità, a “far parlare di sé”… e una pubblicità del genere sta destando l’attenzione del pubblico.
Grazie per lo spazio di riflessione comune, Francesca
Carissimo Giorgio, hai perfettamente ragione….la cultura della sicurezza stradale va “inculcata” nell’educazione dei ragazzi sin da piccoli…ed è per questo che la Fondazione Ania si batte portando nelle scuole e tra le strade manifestazioni che possono far comprendere alla gente quanto sia importante riuscire a capire le pericolosità di una mobilità disattenta. E’ anche vero, però, che dal momento che ormai siamo andati troppo avanti verso abitudini erronee di guida, attivare dei meccanismi che possano “frenare” tali comportamenti, possa essere uno strumento per contrastare, soprattutto tra i giovani, quel delirio di onnipotenza che ormai, credono di avere sulla strada!!!!!
Gentile fass,
i sistemi tecnologici di cui parli sono un’evidente lesione della libertà di arbitrio. E’ chiaro che limitando la libertà di azione si riesce ad ottenere un’ordine maggiore, ma questo va contro l’evoluzione della libertà. E’ la coscienza che deve modificarsi, in modo naturale, aprendo la mente a nuovi principi come quello della sicurezza stradale. Se la sicurezza stradale diventerà un “valore” al pari di quelli che conosciamo, il problema si risolverà e non servirà limitare la libertà ed utilizzare metodi repressivi. Per fare della sicurezza stradale un valore, bisogna educare i bambini dai 5 ai 14 anni. E’ da loro che dobbiamo ricominciare. E’ lì che bisogna concentrare gli sforzi, la comunicazione, le iniziative. L’investimento è sui bambini.
Grazie,
Giorgio.
Caro Diego,
no, non è fantascienza quella che tu proponi!!!Pensa, in America si stanno attrezzando proprio su dispositivi di questo genere:hanno inventato “MyKey”, uno strumento che tenta di risolvere il problema della sicurezza stradale attraverso la tecnologia. La macchina non parte se non allacci le cinture di sicurezza ed è bloccata su un limite di velocità di 80 Km/h.
In Italia…tu credi che arriveranno tali ritrovati???aspetteremo….
Io credo ci si aspetti sempre troppo dalle persone e poco da chi deve controllare. In generale chi controlla confonde spesso il suo ruolo e tende soprattutto a punire. Mi riferisco ai comuni, attraverso gli autovelox e al loro braccio sul campo, ovvero la polizia municipale. Invece spiegatemi perchè non si potrebbe munire ogni strada di asfalto drenante, ogni macchina di limitatore di velocità e dispositivi esp. E infine, perchè no, magari dotare le strade di un dispositivo che oscuri la linea telefonica, oppure direttamente le macchine. Fantascienza? Mah, non so, non credo… inoltre non toglierei la patente solo a chi è colto in fragrante a superare un limite o parcheggiare in sosta vietata, ma piuttosto sarebbe più utile fare una telefonata all’assicurazione per sapere in quanti incidenti un guidatore è periodicamente coinvolto. Ciao e grazie. Bell’articolo.
le campagne d’informazione, siano esse volte alla pubblicizzazione di un prodotto, o alla diffusione di un qualsiasi messaggio, sono efficaci quando riescono a stimolare nel soggetto che ricevente l’esaltazione di determinate sensazioni. Purtroppo, nella società odierna, sembra non sia più sufficiente far passare il significato di quanto preziosa sia la vita, se non arricchendolo con una veste “pubblicitaria”. Ritengo che i media e la società in genere siano riusicti ad accentuare l’attenzione dei giovani su tematiche sicuramente futili se paragonate alla propria vita, inconsciamente si desidera e si cerca di ottenere beni molto meno preziosi della vita. Sicuramente un segnale forte come questo può generare scalpore nell’animo dello spettatore, ma concordo con Giorgio, presto lo sgomento di queste immagini verrà sostituito da pensieri sereni, da desideri e progetti futuri…si cerca di pensare sempre al bene, non al male…secondo il mio modesto parere, sarebbe il caso di sviluppare una capmagna più vicina a quelli che sono i “desideri” dei destinatari, non alle loro paure…
grazie
Andrea
Credo che l’efficacia di una campagna di prevenzione non risieda nella violenza delle immagini mostrate, semplicememte perche’ il cervello umano dimentica molto facilmente…
sarebbe sicuramente piu’ utile ‘educare’ ad una guida corretta nel rispetto della vita propria e degli altri.
Grazie a te Giorgio!!!!
uno spazio virtuale, ma che raccoglie le opinioni della gente, è importante soprattutto per noi per riuscire a comprendere quali sono i reali disagi quotidiani e per applicare successivi interventi in merito di sicurezza stradale!!!
A presto!!!
è proprio vero! L’uomo crede sempre di potersela scampare e forse anche in questo risiede il grande mistero della sua magnificenza. Ma è altrettanto vero che è proprio la lunga storia dell’uomo ad inseganrci che basta un attimo perché l’interruttore della vita si spenga. Le immagini cruente forse non saranno l’unico mezzo per poter cambiare o reindirizzare in senso più responsabile un comportamento, ma almeno ci costringono a riflettere… anche se solo per il breve tempo di 4 minuti… meglio che nulla…
Io ritengo che questo tipo di campagne abbiano un effetto immediato ma che non restino impresse nel tempo. Il motivo è nella stessa indole umana che tende a rimuovere i ricordi negativi per stesso spirito di sopravvivenza. Quindi un video del genere avrà un forte impatto iniziale ma verrà rimosso molto facilmente. La sicurezza stradale va introdotta con messaggi positivi e non in questo modo. Per questo bastano e avanzano già i telegiornali.
Grazie per lo spazio,
Giorgio.


Per esperienza personale so che c’è già un abisso tra un filmato realistico come questo e la realtà vissuta per una persona sconosciuta.
La distanza poi con la realtà vissuta per una persona cara è planetaria.
Penso che questi filmati abbiano un pubblico anche tra i giovani, ma è essenziale e prioritario creare una cultura della sicurezza generalizzata, coinvolgendo moltissime persone e su qualsiasi tipo di sicurezza.
Dalla comprensione delle cause del piccolo “stupido” infortunio domestico o scolastico, si può arrivare a inculcare la sensibilità e l’apertura mentale per recepire/accettare successivi corsi sulle varie problematiche della sicurezza (lavoro, strada, …) e infine saper “vedere” e quindi evitare anche infortuni a cui non si è stati specificatamente preparati.