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Secondo Dibattito Nazionale sulla sicurezza
Voi lettori sicuramente lo sapete bene ormai, che gli incidenti stradali sono la causa del maggior numero di morti del nostro Belpaese, e che l’automobile è diventata negli anni il mezzo di trasporto che cela più pericoli.
Esistono però anche diverse associazioni ed istituzioni che da anni sono impegnate nella lotta a questa grossa piaga, nel tentativo di arrestare questo drammatico fenomeno.
Ed è proprio da questo comune punto di partenza che si è tenuto a Roma il Secondo Dibattito Nazionale sulla sicurezza stradale. Svoltosi presso la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il dibattito fa parte di un progetto ben più articolato, istituito e coordinato dal Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti (ETSC), e si propone di coinvolgere non solo le istituzioni ma anche i comuni cittadini, le associazioni dei familiari delle vittime, la Croce Rossa italiana, vari ricercatori, partner tecnici (in questo caso la Toyota) e le fondazioni come Ania, da sempre impegnate nell’ambito della sicurezza stradale.
Dal convegno sono usciti dati in qualche modo incoraggianti, visto che il nostro Paese ha mostrato dei miglioramenti sul tasso di mortalità sulle strade, scalando due posizioni sulla classifica di mortalità dei maggiori paesi europei.
Miglioramenti che si son visti perlopiù nell’ultimo anno e mezzo. Nel 2008 e in questo inizio di 2009 infatti, gli incidenti sono diminuiti, e se questo trend dovesse continuare anche nel 2010, l’Italia potrebbe avvicinarsi sensibilmente all’obbiettivo posto dall’Unione Eropea di dimezzare le vittime degli incidenti stradali.
Ma questo assolutamente non basta, visto che l’Italia continua ad essere tra i paesi che continuano a registrare il maggiore tasso di mortalità sule strade, e soprattutto continua a rimanere a grande distanza tra i maggiori “concorrenti” Europei come Inghilterra, Francia e Germania.
I problemi rimangono tanti, dalla forte divisione territoriale, alla scarsezza di controlli, che fanno si che i vari provvedimenti presi dalle istituzioni diventino inefficaci nel giro di qualche mese.
Tutto ciò senza contare che L’Italia rimane il paese dove il rischio per gli utenti “deboli” della strada (pedoni e ciclisti) è il più alto di tutta europa.
Dal convegno sono emerse diverse idee per cercare di migliorare la situazione, come la riforma del Codice della Strada, o le maggiore responsabilità che verranno date a Provincie e Regioni.
Esiste poi la volontà di effettuare un più serio ed accurato monitoraggio dei dati riguardanti il fenomeno, per cercare di tenere maggiormente aggiornati ed informati i diretti interessati. Monitoraggio che andrebbe di pari passo con l’insegnamento della materia ’sicurezza stradale’ nelle scuole di ogni ordine e grado.
Iniziative che non suonano nuove ma che sono sicuramente di importanza vitale. Ora non ci rimane che aspettare un massiccio intervento del Governo e delle Istituzioni, nella speranza di raggiungere l’obbiettivo posto dall’Unione Europea entro il 2010.
Informazioni aggiuntive:
Postato da Fabio il 15 Aprile, 2009 alle 11:34 in Generale |

