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O bevi o guidi!!!

Anche se messa un pò in ombra dall’hype creatosi attorno alle nuove norme di modifica al codice della strada, ci preme segnalare una nuova campagna, atta a porre l’accento su di un argomento tanto conosciuto quanto delicato, l’uso (e abuso) di alcool da parte di chi guida. Si chiamerà appunto “o bevi o guidi” ed ha lo scopo di incoraggiare sempre più i giovani ad astenersi totalmente dal bere soprattutto se poi si devono mettere alla guida di un’autovettura.

La campagna, fortemente voluta dall’associazione industriali della birra e del malto, si svolgerà in collaborazione con l’Unione Nazionale Autoscuole e Studi Consulenza Automobilistica.
L’iniziativa comprenderà l’introduzione in alcune città pilota, di moduli formativi all’interno dei corsi per il conseguimento della patente, (si parla di più di 3000 autoscuole coinvolte) coadiuvata dalla presenza di opuscoli informativi e alcool test, distribuiti gratuitamente ai neo-patentati.

Siamo tutti a conoscenza dei tragici numeri che analizzano al meglio il problema degli incidenti stradali causati dall’alcool (secondo dati ACI-Istat in aumento del 35% nell’ultimo anno). A tal proposito, la campagna “o bevi o guidi” cerca di porre l’accento su di un dato molto importante. Nonostante infatti il limite “legale” di alcool nel sangue per guidare sia di 0,5 g/l, è stato confermato che anche al di sotto di questo limite il rischio di avere e/o causare incidenti è superiore del 40% rispetto a quello che si “corre” quando si è sobri. Senza contare che è pressochè impossibile riuscire a stabilire il tetto massimo di alcool che si può ingerire, visto che il tasso alcolico nel sangue ha tantissime variabili, dal sesso al peso, dall’altezza all’attuale stato di salute. La soluzione migliore è quindi quella di risolvere il problema alla radice, cercando di garantire sulle strade guidatore lucidi, coscienti e sobri.

L’altro punto importante della campagna, l’importanza del guidatore designato, viene di conseguenza.
Una persona insomma che avrebbe l’obbligo tassativo di non bere, cosi da poter garantire un sicuro ritorno verso casa anche per chi, in alcuni occasioni, si ritrova ad aver alzato un tantino il gomito.
Tutte iniziative che vanno a sposarsi perfettamente con l’intento iniziale, ossia il tentativo di colmare il più possibile il gap di conoscenza tra i giovani sull’argomento, che ha contribuito in questi anni a trasformare il problema in una vera e propria piaga nazionale.
Per informazioni sull’iniziativa e molto più, potete consultare il sito www.beviresponsabile.it.

Informazioni aggiuntive:

Postato da Fabio il 30 Marzo, 2009 alle 10:00 in Generale |

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