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Archivio per Gennaio, 2009

Un “Naso Rosso” contro l’alcool

E’ stato presentato ieri mattina a palazzo Chigi, dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni, dal sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano e dal direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Piergiorgio Zuccaro il progetto “Naso Rosso”, atto a  diminuire le stragi del sabato sera.

Il progetto si propone di limitare gli incidenti stradali agendo in tre diverse direzioni: prevenzione e informazione nei locali data dalla presenza di operatori dell’Iss, formazione di barman e buttafuori e sperimentazione di nuovi metodi di prevenzione e soccorso, primo fra tutti la possibilità di “traghettare” a casa i soggetti troppo ubriachi per guidare. Tutto questo aggiunge la Meloni in accordo con i locali, così da capire una volta per tutte chi effettivamente è interessato alla sicurezza sulle strade e chi invece non ha scrupoli a riguardo.

L’intero progetto costerà 2 milioni di euro al Ministero della gioventù, al quale però se ne sono aggiunti altri 3 messi a disposizione tramite un bando sulla Gazzetta Ufficiale, ad associazioni intenzionate a dare il loro contributo riguardo la sicurezza stradale.
L’operazione si svolgerà in maniera specifica, grazie anche all’aiuto delle Provincie, andando a trattare con più attenzione le zone “critiche” del divertimento notturno, come ad esempio la zona della riviera romagnola.

L’operazione entrerà a regime da Marzo, ma già da questo week-end si terranno alcuni “test-prova” in alcuni locali della capitale. L’intento è di avviare già il processo di informazione, tramite volontari, che cercheranno di entrare in contatto con i loro coetanei e metterli in guardia dal pericolo dell’alcool, attraverso anche l’uso di alcool-test, e la distribuzione di kit fai-da-te.
Presto disponibile anche una pagina sul sito del ministero, affiancata da diverse campagne di informazione.

Postato in Generale il 29 Gennaio, 2009 | Nessun Commento »

Alcool: tolleranza zero per i giovani

Durante una recente audizione alla Commissione Trasporti dell Camera, il Ministro del Welfare Sacconi ha presentato alcune proposte sul tema della sicurezza stradale e in particolare sui provvedimenti relativi al sanzionamento degli automobilisti colti a guidare con tassi alcolemici superiori ai limiti consentiti.

Dopo che lo scorso dicembre era stato proposto di abbassare ulteriormente il valore attuale da 0,5 a 0,2 g/l, il Ministro ha fatto sapere di non essere d’accordo con quella proposta, in quanto produrrebbe effetto su tutta la popolazione indiscriminatamente, senza peraltro colpire con vera efficacia le categorie a rischio, con le quali -a detta del Ministro- servirebbe tolleranza zero.

L’On. Sacconi ha quindi indicato alcune soluzioni alternative per fronteggiare la piaga degli incidenti stradali, sostenendo che occorre non solo ridurre, ma azzerare del tutto il valore di tolleranza verso alcune categorie di automobilisti, ovvero neopatentati e guidatori professionali.

In sostanza il Ministro del Welfare ha proposto di impedire del tutto alle suddette categorie, che includono giovani, tassisti, autisti di autobus e camion, di bere e quindi mettersi alla guida, in modo da assicurarne la lucidità al momento di porsi al volante.

A seguito della proposta del Ministro, c’è chi come l’ASAPS (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) ha chiesto che il divieto venga esteso anche ai recidivi, ovvero coloro che sono già stati colti a superare il limite nei due anni precedenti.

Cosa ne pensate? Si tratta di un vano tentativo delle istituizioni di porre rimedio a un problema che sfugge di mano ogni giorno di più? Oppure è esattamente quello che ci vuole, stante la situazione critica cui ci troviamo di fronte?

Postato in Generale il 21 Gennaio, 2009 | Commenti (2) »

Cinquant’anni di sicurezza

Con il nuovo anno arriva un anniversario importante: nel lontano 1959, in Svezia, veniva inventata la cintura di sicurezza a tre punti, ovvero nella configurazione che conosciamo ancora oggi perché viene montata di serie su tutte le auto.

L’inventore fu Niels Bohlin, un geniale ingegnere aeronautico che, dopo essersi occupato di sicurezza per i piloti di aerei progettando sedili eiettabili, venne assoldato dalla Volvo nel 1958 e messo a capo del team che sviluppava dispositivi di sicurezza per le auto.

Gunnar Engellau, all’epoca presidente di Volvo, aveva perso un parente in un incidente stradale, a causa anche dell’inefficacia delle cinture di sicurezza del vecchio tipo, quelle con due punti di attacco: volle quindi affidare al brillante Bohlin il compito di progettare un dispositivo che salvaguardasse meglio l’incolumità degli automobilisti.

Fu così che venne brevettata una cintura a forma di V, facile da indossare anche con una sola mano ma al contempo saldamente ancorata all’abitacolo e soprattutto pensata per non lesionare la cassa toracica e gli organi interni di chi la indossava in caso di incidente. Alcuni modelli precedenti, infatti, a causa di una configurazione a Y, con una fibbia sul torace, creavano più danni di quelli da cui dovevano tutelare, e furono presto abbandonate in favore del nuovo prototipo.

Il brevetto rilasciato a Volvo venne da questa messo a disposizione degli altri costruttori, permettendo di aggiungere uno strumento di sicurezza alle auto di tutte le case.

Statistiche aggregate dicono che in cinquant’anni di esistenza la cintura ha permesso di salvare un milione di vite umane: senza dubbio un risultato importante, di cui dobbiamo rendere merito all’inventore, purtroppo scomparso qualche anno fa.

Postato in Generale il 14 Gennaio, 2009 | Nessun Commento »

Guidare sulla neve

Il post è di attualità, viste le recenti condizioni meteorologiche della Penisola, con pioggia e neve un po’ ovunque a Capodanno e a ripetizione fino a oggi.

Le autorità invitano a non spostarsi se non in casi di estrema necessità, e c’è da credergli: guidare sulla neve o sul ghiaccio è un’esperienza che andrebbe evitata, data la difficoltà di far procedere il veicolo in sicurezza. L’alternativa di una cioccolata calda in casa quindi sarebbe da valutare seriamente.

Nel caso in cui sia necessario uscire (se non altro, per andare a lavorare!) è bene ricordare alcuni elementi che ci aiutano in situazioni critiche come quelle di questi giorni.

Pneumatici da neve/catene da neve: l’obiettivo di entrambi è aumentare l’aderenza sul fondo stradale compromesso. I pneumatici da neve sono riconoscibili dalla scritta M+S o da un fiocco di neve impressi sulla spalla (la parte esterna) e presentano un battistrada con solchi studiati per imprigionare la neve e far sì che questa agisca da “collante” per la neve sulla strada, aumentando il grip della macchina. Le catene vanno montate solo quando necessario, pena il rischio di danneggiare il pneumatico. Oggi esistono in commercio, oltre alle tradizionali catene in acciaio, delle catene in materiale plastico leggermente meno performanti, ma molto più semplici da montare. Con queste non abbiamo più scuse per non viaggiare in sicurezza.

Importante è essere coscienti che l’auto non risponderà come di consueto su ghiaccio e neve: partenze morbide, uso del freno motore e attenzione in curva sono d’obbligo.

Ricordatevi anche che prima di partire è obbligatorio rimuovere con cura la neve sul parabrezza, sul cofano e sul tetto (che potrebbe cadere): il Codice della strada sanziona infatti chi guida un mezzo che non consente una buona visibilità.

Per finire, ecco un video per gli scettici che si affidano senza titubanza alle capacità della propria auto, convinti che possa essere sicura in ogni situazione. In casi come questo, forse è davvero meglio una cioccolata calda.

Postato in Generale il 8 Gennaio, 2009 | Nessun Commento »

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