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Archivio per 2008
Nel nostro Paese le istituzioni e vari Enti (tra cui la Fondazione ANIA) sono impegnati costantemente nella promozione di campagne di sensibilizzazione verso i temi delle sicurezza stradale e della guida responsabile. Manifestazioni, campagne pubblicitarie sui vari media e portali web di informazione (tra cui il nostro blog) sono pensati per avvicinare gli automobilisti a un modo più consapevole di mettersi in strada, toccando di volta in volta aspetti diversi del problema sicurezza sulle due e sulle quattro ruote.
Nei nostri post abbiamo più volte fatto riferimento a campagne e iniziative sul territorio italiano, evidenziando un modus operandi in un certo senso tipico, che spesso ha ricevuto critiche, anche dai nostri lettori, e ha comunque suscitato discussioni e riflessioni.
Ora vogliamo dare uno sguardo alle iniziative portate avanti al di là delle Alpi (con una puntata nell’estremo oriente) per capire e giudicare assieme a voi quale impatto potrebbero avere nel nostro Paese.
In Inghilterra esiste un portale, chiamato emblematicamente Think! (”Pensa!”), che raccoglie tutti i materiali delle omonime campagne di sensibilizzazione con cui il governo di Londra intende fronteggiare gli inquietanti numeri sugli incidenti stradali, con l’obiettivo di ridurre del 40% la mortalità entro il 2010.
Affissioni, spot radio e tv, volantini e video su YouTube trattano l’argomento sicurezza con serietà ma soprattutto con un’agghiacciante lucidità nel mettere immediatamente di fronte l’automobilista (e il pedone) alle conseguenze delle sue azioni più irresponsabili. Ecco qualche esempio.
A sinistra, una campagna che ricorda l’importanza di non affidarsi al proprio istinto nel giudicare se si è bevuto un bicchiere di troppo.
A destra, un’immagine della campagna dedicata a sensibilizzare verso il rispetto dei limiti di velocità.
Entrambe estremamente incisive, pur nella loro semplicità.
Su YouTube i video tratti dagli spot tv sono molti; questo mette in guardia su quanto sia facile distrarsi mentre si guida parlando al cellulare (il messaggio dice: “E’ quattro volte più probabile avere un incidente stradale mentre si è al cellulare” e ” E’ difficile concentrarsi su due cose contemporaneamente”):
Personalmente trovo queste campagne di grande effetto, e le statistiche presenti sul sito di Think non mi smentiscono, indicando una forte presa sull’opinione pubblica.
Questro per quanto riguarda il Regno Unito: alla prossima puntata per altri Paesi. Intanto lasciate un commento: cosa ve ne pare di questo modo di sensibilizzare la gente? Sarebbe applicabile in Italia? Quali risultati otterrebbe?
Postato in Generale il 25 Novembre, 2008 | Nessun Commento »
Com’è facile non accorgersi dei ciclisti…e degli orsi!
Avete mai sentito parlare di attenzione selettiva? E’ quella a cui si affida il nostro cervello mentre eseguiamo un’azione che richieda l’utilizzo dei sensi. Ci obbliga a selezionare alcuni elementi a scapito di altri, per poter eseguire meglio l’azione. Tuttavia, mentre stiamo guidando, l’attenzione selettiva è un pericoloso limite che rischia di compromettere la nostra sicurezza e quella degli altri utenti della strada, in particolare i ciclisti.
Per far rendere conto gli automobilisti di quanto facilmente il nostro cervello sia vittima di errori di valutazione e sviste tanto clamorose quanto rischiose, l’ente dei trasporti di Londra ha realizzato una serie di video simpatici che si stanno velocemente diffondendo in rete.
In uno di questi bisogna impegnarsi a contare quante volte si passano il pallone i componenti di una squadra di basket vestiti di bianco, mentre un’altra squadra in completo nero fa lo stesso. Molto semplice, se si fa un po’ di attenzione: ma proprio l’attenzione che dedichiamo a contare i passaggi ci impedisce di accorgerci dell’entrata in scena di un personaggio particolare: un uomo con un costume da orso che balla facendo moonwalking!
Impossibile non restare di sasso e non fermarsi a pensare per un attimo a tutte le volte in cui, guidando, dovremmo abituare il nostro cervello ad aspettarsi di tutto…
E ora…fate il test!
Postato in Generale il 19 Novembre, 2008 | Commenti (2) »

Forse non ce ne rendiamo conto, forse non ci fermiamo così spesso a pensarci. Ma esiste uno scarto incredibilmente ampio tra realtà “formale” e concreta, quando parliamo di sicurezza stradale. Ovvero, esiste una notevole separazione tra ciò che siamo abituati a considerare come pericoloso o irresponsabile mentre siamo alla guida, e le conseguenze che certi comportamenti causano.
Diamo quindi uno sguardo alle scuse grottesche che gli automobilisti sono soliti accampare quando colti a non rispettare le regole del Codice della strada: in caso di eccesso di velocità, rilevato da strumenti tecnologici (autovelox o telelaser), il conducente afferma con sicurezza che ovviamente lo strumento in questione non è tarato correttamente, oppure che era nascosto e non segnalato a dovere (come se questo lo dispensasse dal rispettare i limiti); quando invece l’infrazione viene contestata ad un posto di blocco, l’automobilista tipo si abbassa a scuse patetiche su madri ammalate da soccorrere, cani investiti da portare di corsa dal veterinario, ecc. In caso di mancato uso delle cinture c’è chi arriva persino a motivare la sua condizione come dovuta a problemi di…meteorismo. Ciò che dovrebbe sorprendere, poi, è che i ricorsi per multe considerate ingiuste vanno molto spesso a buon fine, perché il Giudice di pace non può fare nulla contro chi riesce a nascondersi con furbizia tra le pieghe della legislazione.
L’agghiacciante verità, però, è che l’indulgenza di cui siamo soliti coprirci per scampare alle multe e ai decurtamenti di punti sulla patente causa ogni anno 5669 morti, di cui 1985 tra i 18 e i 34 anni, e oltre 330.000 feriti. Che ci costa 35 miliardi di euro di costi sociali per le pensioni di invalidità ai 70.000 invalidi permanenti vittime di incidente.
Non rispettando una precedenza, non stiamo rischiando di perdere qualche euro di multa: stiamo guadagnando un 17,7% di possibilità di scontrarci con un’altra vettura o con un pedone. Se guidiamo distrattamente o pigiamo troppo sull’acceleratore abbiamo rispettivamente un 15,36% e un 12,76% di fare la stessa fine. E bevendo o assumendo droghe una volta su tre possiamo essere sicuri di ottenere lo stesso risultato.
Hai tra i 15 e i 29 anni? In un gruppo di 8 tuoi coetanei, uno di voi rischia di morire a causa di incidenti provocati dall’alcool: questo dicono le statistiche a livello europeo.
Non è il caso di smetterla di accampare scuse, di nascondersi dietro un dito e di diventare finalmente consapevoli che in strada non si scherza e che il pericolo vero è la nostra volontà di non vedere?
Postato in Generale il 12 Novembre, 2008 | Commenti (3) »

Abbiamo visto nel post precedente come in Italia la vita dei motociclisti sia spesso e volentieri messa a rischio da strade inadeguate, comportamenti irresponsabili e politiche di sensibilizzazione troppo deboli. Da un’indagine dell’Istat emerge che ogni anno vengono spesi più di 30 miliardi di euro per coprire i costi sociali derivanti dagli incidenti stradali: una cifra enorme.
Nel caso dei motociclisti, paradossalmente uno dei pericoli maggiori è rappresentato da quelle infrastrutture che dovrebbero proteggere chi viaggia sulla strada, come barriere e guardrail: questi infatti si rivelano spesso fatali in caso di impatto, e uno studio evidenzia che lo scontro avviene nel 10% dei casi d’incidente su due ruote.
Ma l’Italia non è il solo Paese in cui il guardrail assassino è diventato uno dei nemici giurati dei motociclisti: in una grande manifestazione che ha avuto luogo recentemente a Madrid, più di 10.000 motociclisti spagnoli si sono radunati per chiedere a gran voce l’eliminazione dalle strade della penisola iberica dei guardrail più pericolosi per forma o posizione, oltre ad altre misure per garantire la sicurezza dei “motoristas”. In testa al gruppo di manifestanti, un manichino vestito da motociclista viene ghigliottinato da un guardrail: un’immagine macabra per testimoniare la pericolosità di certe infrastrutture stradali.
Così come in Spagna, il problema della sicurezza sulle due ruote dovrebbe essere posto all’attenzione dell’opinione pubblica ma anche delle istituzioni.
Come fare? E’ una questione che riguarda anche voi? Diteci la vostra.
Postato in Generale il 10 Novembre, 2008 | Commenti (1) »



