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Le scuse che ci costano caro

Forse non ce ne rendiamo conto, forse non ci fermiamo così spesso a pensarci. Ma esiste uno scarto incredibilmente ampio tra realtà “formale” e concreta, quando parliamo di sicurezza stradale. Ovvero, esiste una notevole separazione tra ciò che siamo abituati a considerare come pericoloso o irresponsabile mentre siamo alla guida, e le conseguenze che certi comportamenti causano.

Diamo quindi uno sguardo alle scuse grottesche che gli automobilisti sono soliti accampare quando colti a non rispettare le regole del Codice della strada: in caso di eccesso di velocità, rilevato da strumenti tecnologici (autovelox o telelaser), il conducente afferma con sicurezza che ovviamente lo strumento in questione non è tarato correttamente, oppure che era nascosto e non segnalato a dovere (come se questo lo dispensasse dal rispettare i limiti); quando invece l’infrazione viene contestata ad un posto di blocco, l’automobilista tipo si abbassa a scuse patetiche su madri ammalate da soccorrere, cani investiti da portare di corsa dal veterinario, ecc. In caso di mancato uso delle cinture c’è chi arriva persino a motivare la sua condizione come dovuta a problemi di…meteorismo. Ciò che dovrebbe sorprendere, poi, è che i ricorsi per multe considerate ingiuste vanno molto spesso a buon fine, perché il Giudice di pace non può fare nulla contro chi riesce a nascondersi con furbizia tra le pieghe della legislazione.

L’agghiacciante verità, però, è che l’indulgenza di cui siamo soliti coprirci per scampare alle multe e ai decurtamenti di punti sulla patente causa ogni anno 5669 morti, di cui 1985 tra i 18 e i 34 anni, e oltre 330.000 feriti. Che ci costa 35 miliardi di euro di costi sociali per le pensioni di invalidità ai 70.000 invalidi permanenti vittime di incidente.

Non rispettando una precedenza, non stiamo rischiando di perdere qualche euro di multa: stiamo guadagnando un 17,7% di possibilità di scontrarci con un’altra vettura o con un pedone. Se guidiamo distrattamente o pigiamo troppo sull’acceleratore abbiamo rispettivamente un 15,36% e un 12,76% di fare la stessa fine. E bevendo o assumendo droghe una volta su tre possiamo essere sicuri di ottenere lo stesso risultato.

Hai tra i 15 e i 29 anni? In un gruppo di 8 tuoi coetanei, uno di voi rischia di morire a causa di incidenti provocati dall’alcool: questo dicono le statistiche a livello europeo.

Non è il caso di smetterla di accampare scuse, di nascondersi dietro un dito e di diventare finalmente consapevoli che in strada non si scherza e che il pericolo vero è la nostra volontà di non vedere?

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Postato da Fabio il 12 Novembre, 2008 alle 14:15 in Generale |

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Commenti (3) per “Le scuse che ci costano caro”

[...] avevamo raccontato anche noi qualche tempo fa, gli italiani sono maestri nell’arte della scusa quando vengono colti a non rispettare le [...]

Oggi su TG2 Costume e società hanno fatto un servizio proprio su questo argomento (con gli stessi esempi!). E’ davvero pazzesco che in Italia la si riesca sempre a fare franca solo per qualche cavillo legale…..

2. Postato da Sara | il 27 Novembre, 2008 alle ore 16:18

Sono d’accordo con quanto detto in questo post. Colgo l’occasione per dire una cosa che si dovrebbe iniziare ad usare: i mezzi alternativi (tram, taxi, ecc…). Se dobbiamo fare 100 metri in città non dobbiamo prendere l’auto. Ma questo vale che per le grandi distanze. Se si investisse nell’organizzazione dei mezzi pubblici tanta gente l’auto neanche la toccherebbe. In questo modo, utilizzando mezzi pubblici, tuteliamo noi stessi e gli altri. E’ brutto dirlo, ma un ragazzo al giorno d’oggi è difficile che rispetti i limiti imposti dalla legge sull’utilizzo dell’alcool, per questo motivo si dovrebbe aggiungere alla pubblicità “l’alcool crea vittime” una del tipo “un mezzo alternativo può salvare te e chi ti sta attorno”.

3. Postato da Fabio C | il 27 Novembre, 2008 alle ore 10:25

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