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C’è l’auto nella testa degli italiani

Nonostante il caro benzina e gasolio, nonostante gli inviti social-ambientali ad utilizzare autobus e metropolitane, nonostante le code interminabili, l’autovettura non conosce ostacoli nella corsa a regina tra i mezzi più utilizzati dagli italiani.
Lo dice l’Ansa e non stentiamo a credere alla notizia: basta dare un’occhiata in giro, alle macchine in doppia fila, al traffico costante, alle auto senza passeggeri a bordo. Solo il guidatore per un mezzo che può trasportare (almeno) quattro o cinque persone.
Purtroppo le conseguenze di questo utilizzo massiccio non si fermano alla crosta della sensibilità ecologica, ma sprofondano nella melma dei sinistri (1.500 al giorno in Italia), dei feriti e – non c’è patente a punti che tenga – dei decessi sulle strade e autostrade del nostro bel Paese.
Dato ancor più sconcertante, l’atteggiamento dei guidatori, che negli anni si è fatto sempre più sfrontato: sempre l’Ansa ci ricorda che dal 2006 al 2007 sono aumentati i drivers che pensano di poter correre senza pericoli, ritenendo sia sufficiente una maggiore attenzione o una macchina abbastanza sicura per evitare guai.
E il guaio è proprio questo: ad essere letale, più di ogni altro fattore, è l’eccessiva sicurezza che conduce alla distrazione. E da lì…è un attimo. Dunque occhio: mai essere troppo sicuri, anche a bordo del mezzo più amato e utilizzato dagli italiani…
Informazioni aggiuntive:
Postato da Massimiliano il 2 Giugno, 2008 alle 23:32 in Generale |


Nella società odierna l’auto non è solo un vizio o vezzo o un’abitudine, il più delle volte è un vero e proprio strumento di lavoro e una necessità dettata da stili di vita sempre più frenetici, dal bisogno di una mobilità flessibile ed adattabile alle esigenze del singolo, da mezzi alternativi spesso inefficienti, inadatti, insufficienti o troppo costosi. Questo elemento sembra spesso non essere minimamente considerato dalla politica e da chi ambisce ad un mondo con meno auto sulle strade. Occorrerebbe anche un minimo di obbiettività sull’argomento invece di perpetuare l’odierna politica di demonizzazione dell’automobilista considerandolo un nemico da abbattere e un cittadino a cui far patire continue vessazioni, limitazioni, ingiustizie e ingiurie.
Personalmente se non potessi usare l’auto non potrei fare il mio lavoro e sarei tagliato fuori dalla vita sociale, magari per chi vive in pieno centro in una grande città questo problema è inesistente ma per la maggior parte dei cittadini italiani è una realtà quotidiana con cui fare i conti.