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Archivio per Giugno, 2008
Automobilisti, incivili ed ecoterroristi?

No, per una volta non ci riferiamo alla guida pericolosa e all’inquinamento atmosferico bensì a qualcosa dalle conseguenze meno tragiche ma altrettanto ripugnanti: il vizio, molto italiano, di lanciare schifezze dal finestrino.
Due sigarette e un fazzoletto di carta: questo il conteggio odierno della spazzatura gettata con disinteresse da due automobilisti che mi precedevano lungo il tragitto verso l’ufficio.
Mi considero una persona molto attenta a questi gesti di inciviltà e vorrei approfittare di questo spazio per sensibilizzare i nostri venticinque lettori (per tenersi bassi e dirla manzonianamente): non gettate nulla dal finestrino. Non tentate di discolparvi pensando che in fondo è “solo” una sigaretta, “solo” un fazzoletto.
Quel “solo” moltiplicato per milioni equivale a tonnellate di spazzatura che viaggia liberamente per le strade delle nostre città. Non pensate che “intanto qualcuno la raccoglierà”.
Prima di tutto perché è un pensiero ben poco rispettoso verso chi fa questo onorevole mestiere, in secondo luogo perché un certi rifiuti (come le sigarette) difficilmente possono essere raccolti (a meno di non piazzarsi in mezzo alla strada e raccoglierli a mano…) e di conseguenza restano a marcire sul cemento, in attesa di essere cotti dal sole (come accade ai chewing-gum che si trasformano col tempo in un nugolo di macchie sull’asfalto).
Mi rivolgo agli automobilisti perché rientrano nella categoria più esposta al problema e perché, effettivamente, quei due incivili di cui ho parlato non sono certo i primi che sorprendo a compiere un gesto del genere…
A voi è mai capitato? E da che parte eravate? Inquinatori o moralisti?
Facciamoci una cultura cercando “rifiuti finestrino” su Google e, se il senso civico non dovesse esercitare un richiamo sufficiente, ricordiamo che per quanto una sanzione sia poco probabile le multe sono salate.
Postato in Generale il 24 Giugno, 2008 | Commenti (5) »
La Francia dichiara guerra all’happy hour

Abbiamo già avuto modo di evidenziare come la Francia sia particolarmente attenta alla sicurezza stradale tanto da prendere iniziative originali e, a volte, addirittura estreme.
Recentemente il Governo francese ha addirittura preso misure dure contro l’happy hour, quel momento conviviale tra le 18 e le 21 in cui i locali servono cibo e bevande a metà prezzo o nella formula “all-you-can-eat”, per dirla all’inglese.
Negli ultimi tempi la moda dell’happy hour ha contagiato anche i cugini d’oltralpe che, come avviene da noi, si ritrovano festanti per l’aperitivo nei locali di tutto il Paese: oltre a pizzette e stuzzichini, non si contano i cocktail e gli “shot” che, complice il prezzo conveniente, vengono bevuti in gran quantità anche dai giovanissimi. I quali, dopo aver brindato a stomaco quasi vuoto, sono spesso causa di tragici incidenti stradali per le condizioni in cui si mettono al volante.
Proprio per questo il Primo Ministro francese Fillon e la Commissione interministeriale di lotta contro la droga e la tossicomania (Mildt) hanno dichiarato guerra all’happy hour, predisponendo provvedimenti rigidi nei confronti dei gestori di bar e locali.
In particolare, sarà fatto loro divieto di vendere bevande alcoliche a prezzo favorevole, per evitare che l’economicità dei drink ne induca all’abuso. Com’era prevedibile il sindacato che riunisce i gestori di discoteche e di luoghi di svago si è già schierato contro la norma che, a dire dei suoi rappresentanti, oltre a essere inutile sul piano della prevenzione degli incidenti causerebbe un forte danno economico ai proprietari dei locali.
Polemiche a parte, le statistiche sono chiare, e parlano dell’alcool come la prima causa di morte sulle strade francesi. Aumentano le percentuali di ragazzi e ragazze che ammettono di essersi ubriacati almeno tre volte nel corso dell’anno, e quasi il 10% ammette di essersi ubriacato almeno dieci volte in un anno.
E’ giusto coinvolgere i gestori di discoteche, bar e locali nella lotta alle vittime della strada? Oppure è l’educazione degli automobilisti a una guida responsabile a dover essere il primo passo?
Postato in Generale il 18 Giugno, 2008 | Commenti (10) »
Sballare e guidare non fanno più rima

Tempi duri per chi è sorpreso a guidare in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe: il Governo, anche a seguito degli ultimi tragici fatti avvenuti sulle strade d’Italia, ha emanato un decreto legge che inasprisce le pene per gli automobilisti che incautamente si mettono alla guida dopo aver bevuto o avere assunto stupefacenti.
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 Maggio scorso, il decreto n. 92/2008 colpisce innanzitutto coloro che guidano con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: in questo caso, all’ammenda compresa tra 1.500 e 6.000 euro, già presente in precedenza, va ad aggiungersi l’arresto fino a un anno e la confisca del veicolo, salvo che il proprietario non dimostri l’estraneità al reato.
Queste stesse sanzioni verranno applicate anche a chi rifiuta di sottoporsi al test con etilometro, reato in precedenza depenalizzato.
Ma non finisce qui: la crescente domanda di sicurezza sulle strade ha convinto il Governo ad aumentare le pene anche per chi, dopo aver causato un incidente, non si ferma per prestare aiuto ai feriti. L’omissione di soccorso, atto di inciviltà e vigliaccheria di cui molti si macchiano dopo un incidente, comporterà l’arresto da uno a tre anni.
Le sanzioni più aspre sembrano il primo passo verso la disincentivazione della guida in stato di ebbrezza. Una pena più dura potrebbe far riflettere più di qualcuno sull’opportunità di bere un bicchiere in più prima di mettersi alla guida. E’ anche vero che purtroppo, nel nostro Paese, non sono le leggi ad essere carenti ma la loro concreta applicazione. Voglio dire: è giusto il giro di vite contro gli ubriachi al volante, ma servono le risorse per aumentare i controlli.
Che ne pensate? E’ possibile fare di più?
[EDIT]
A proposito avete provato l’etilometro online?
Postato in Generale il 3 Giugno, 2008 | Commenti (4) »
C’è l’auto nella testa degli italiani

Nonostante il caro benzina e gasolio, nonostante gli inviti social-ambientali ad utilizzare autobus e metropolitane, nonostante le code interminabili, l’autovettura non conosce ostacoli nella corsa a regina tra i mezzi più utilizzati dagli italiani.
Lo dice l’Ansa e non stentiamo a credere alla notizia: basta dare un’occhiata in giro, alle macchine in doppia fila, al traffico costante, alle auto senza passeggeri a bordo. Solo il guidatore per un mezzo che può trasportare (almeno) quattro o cinque persone.
Purtroppo le conseguenze di questo utilizzo massiccio non si fermano alla crosta della sensibilità ecologica, ma sprofondano nella melma dei sinistri (1.500 al giorno in Italia), dei feriti e – non c’è patente a punti che tenga – dei decessi sulle strade e autostrade del nostro bel Paese.
Dato ancor più sconcertante, l’atteggiamento dei guidatori, che negli anni si è fatto sempre più sfrontato: sempre l’Ansa ci ricorda che dal 2006 al 2007 sono aumentati i drivers che pensano di poter correre senza pericoli, ritenendo sia sufficiente una maggiore attenzione o una macchina abbastanza sicura per evitare guai.
E il guaio è proprio questo: ad essere letale, più di ogni altro fattore, è l’eccessiva sicurezza che conduce alla distrazione. E da lì…è un attimo. Dunque occhio: mai essere troppo sicuri, anche a bordo del mezzo più amato e utilizzato dagli italiani…
Postato in Generale il 2 Giugno, 2008 | Commenti (1) »

