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Sagome Nere

Sagome Nere Ricordo una delle mie prime vacanze automobilistiche all’estero: 2003, Francia, fino alla punta ovest più estrema. Nel viaggio, una serie indefinita di sagome nere sul ciglio della strada.
Monumenti a persone scomparse a seguito di un incidente stradale avvenuto lungo un rettilineo o un tratto apparentemente privo di pericoli, sagome comparse come funghi durante una campagna di sensibilizzazione da parte del governo francese.

Questo dato deve far riflettere, più che il numero: non sono le condizioni esterne, nella maggior parte dei casi, a trasformare un viaggio in auto in un inferno, ma piuttosto le condizioni di chi guida.

Stanchezza, assunzione di alcool, piede a tavoletta, distrazioni perenni…

La domanda che mi pongo oggi è se quelle sagome nere servano davvero a qualcosa.
Oltre alle sagome nere, in giro per l’Europa – Italia compresa – si sono diffusi messaggi inequivocabili sui pannelli luminosi, campagne televisive ad un passo dal macabro e tutto un vociare di esperti e vip che invitano alla prudenza.

Il vostro parere su tutto questo? Non sarebbe più utile educare fin dall’infanzia invece che attendere il prossimo disastro?

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Postato da Fabio il 13 Maggio, 2008 alle 10:00 in Generale |

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Commenti (15) per “Sagome Nere”

… e aggiungo: e magari anche riducendo le esose tariffe delle polizze. (A proposito: qualcuno ha mai visto i numeri che indicherebbero la asserita non redditività delle polizze?.

Caro Perotto, che significa “il numero relativo”? Forse è la percentuale? In ogni caso ti ricordo che “i feriti e i relativi costi sociali” concorrono ad INCREMENTARE il PIL, non a diminuirlo (se avessi più spazio te lo illustrerei volentieri. I veicoli CIRCOLANTI cui mi riferisco sono i SEI MILIONI di auto che passano OGNI GIORNO AI CASELLI AUTOSTRADALI e lungo la viabilità ordinaria. Concludo: non esorto alcuno a fare il pazzo in auto o in moto, mi chiedo soltanto se l’ANIA non farebbe meglio se destinasse una grossa parte dell’enorme budget pubblicitario ad interventi e collaborazioni intesi a migliorare lo stato ed il tracciato delle strade, della segnaletica etc., senza stare a terrorizzarci da mattina a sera.

Roberto mettiamo per un secondo che tu abbia ragione, ok perfetto adesso siamo tutti d’accordo che sei un “figo” in statistica e possiamo parlare…

Siccome il numero assoluto di veicoli è molto elevato allora anche il numero assoluto di incidenti è elevato, ma quello relativo no…e quindi???

Intendi dire che non dovremmo investire nella sicurezza stradale? Che non dovremmo fare attenzione mentre guidiamo?
Quale dovrebbe essere la conseguenza logica pratica della verità che vorresti propinare?

Tornando alle cifre,
1) se non ricordo male per i giovani sotto i 25 anni gli incidenti stradali sono la prima causa di morte.
2) I feriti e i relativi costi sociali non li consideriamo nel computo?
3) i veicoli ufficialmente circolanti sono tutti realmente in circolazione? O soltanto una minima parte di essi lo è realmente?

3. Postato da Perotto | il 18 Maggio, 2008 alle ore 03:03

ERRATA CORRIGE: nel precedente commento, dopo “la mobilità stradale” manca un “non”: scusatemene.

mi spiace per i commentatori del mio commento, ma nessuno ha saputo dimostrarmi che IN PERCENTUALE la mobilità stradale è l’attività umana (almeno in Italia) a minor rischio; alcuni, per altro, hanno dimostrato di non avere idea dei calcoli statistici, pur semplicissimi, che bisogna fare per valutare i fattori di rischio (i quali calcoli consistono nel RAFFRONTARE IL TOTALE DEI MORTI E/0 FERITI COL TOTALE DEI MEZZI CIRCOLANTI).

Grande Tato…. nessuno si deve permettere di scrivere queste cose. la trovo una grande mancanza di rispetto nei confronti di chi ha perso la vita, delle loro famiglie e anche nei confronti di quei 20.000 invalidi al 100% all’anno a causa di incidenti stradali.

6. Postato da Francesco | il 14 Maggio, 2008 alle ore 18:30

Per Roberto:
Sono fortemente convinto che un Paese civile come il nostro dovrebbe, anzi deve avere 0 vittime di incidenti stradali. Ho letto che l’Italia è il Paese con il più alto indice di incidenti….bella figura davanti agli altri Paesi europei!
Sul tuo sito parli di 3 vittime su centomila, ti sembrano poche??
La vita non ha prezzo ed è la cosa più importante che c’è al mondo.

7. Postato da Francesco | il 14 Maggio, 2008 alle ore 15:03

Caro Roberto
leggi qui:
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20071211_00/testointegrale20071211.pdf
i morti sono 16/giorno e i feriti 652 con un costo sociale spaventoso.
Se poi aggiungi (lo dice l’istat non io) che il 90% degli incidenti sono dovuti in toto o in parte ad un comportamento errato del conducente…
Per concludere se hai tempo fatti un giro sui dati INAIL, scoprirai 2 cose interessanti:
1) le morti bianche sono, perfortuna, di meno
2) il 50 % è dovuta ad incidenti stradali!!!

Non ho capito … quali sarebbero le attività a minor rischio?

8. Postato da Tato | il 14 Maggio, 2008 alle ore 11:55

Il commento di Roberto pecca di grave approssimazione, se andiamo a vedere le cause di morte tra i giovani il peso degli incidenti stradali aumenta di molto.

Ho anche dato un’occhiata al tuo sito caro Roberto, aspiri a fare il predicatore in stile Grillo?

9. Postato da Renato Fato | il 14 Maggio, 2008 alle ore 09:58

@Roberto

anche se una decina di morti al giorno non mi sembano pochi (è come essere costantemente in guerra…), non fermarti a questo dato: per restare ai sinistri denunciati, se ne contano 1500/2000 al giorno in Italia. Non sono pochi, praticamente ogni giorno in ogni regione italiana c’è almeno un incidente (contando anche quelli non denunciati). E in media in una regione su due ogni giorno c’è un morto…ma chiediamoci morto per cosa? perchè stava viaggiando…ripeto il concetto, non stiamo parlando di una guerra, stiamo parlando di spostarsi da un luogo ad un altro. Non ho i dati degli altri mezzi di trasporto (treni, aerei) se qualcuno ne è a conoscenza potremmo confrontarli. Su questo potremmo concordare, ma occhio a dire che “qualche morto” ci può stare…è un concetto pericolosissimo.

Roberto,

non sapevo esistesse il “negazionismo” anche nell’ambito della sicurezza stradale :)

Sono capitata qui per caso, ma a questo punto mi soffermo, curiosa di saperne di più.

11. Postato da Jenny | il 14 Maggio, 2008 alle ore 02:15

E’ incredibile che ancora nessuno abbia fatto rilevare che i pochi morti giornalieri (molto meno di dieci)facevano parte dei quasi sette milioni di automobilisti e motociclisti che giornalmente percorrono strade e autostrade. Nessuno ardisce evidenziare che la mobilità motorizzata (almeno in Italia) è l’attività a minore rischio rispetto a tutte le altre. Chi può smentirmi?

Ciao, volevo dire che sono d’accordo che dobbiamo educare i nostri figli sin da quando sono piccoli, sono spugne…imparano tutto…
Si facesse nelle scuole educazione stradale….sarebbe molto utile.

13. Postato da Edoardo | il 13 Maggio, 2008 alle ore 16:18

@cocca

l’iniziativa dell’etilometro online è particolarmente simpatica e trovo interessante l’idea di instaurare un dialogo con gli utenti attraverso un blog, spero sia un qualcosa di sincero e non un tentativo di maquillage da parte delle compagnie di assicurazione…la cui popolarità oggi è prossima allo 0.

…certo che l’utilizzo delle sagome nere è veramente scioccante…però penso ci può far riflettere, eccome!!
girando per questo sito, ho visto con piacere che la fondazione ania sta lanciandio numerose iniziative innovative…avete visto l’etilometro online???

15. Postato da Cocca | il 13 Maggio, 2008 alle ore 13:35

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